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	<title>Spiky Blog</title>
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	<description>Fax, SMS e Voice Marketing. Direct Marketing 2.0</description>
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		<title>Tutte le nuove offerte per ricevere fax via email con Spiky</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/invia-ricevi-fax-internet-con-spiky/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 13:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fax Offerte]]></category>
		<category><![CDATA[Fax]]></category>
		<category><![CDATA[Offerte Fax]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Fax]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Sono arrivate le nuove offerte Spiky! In un periodo come questo, trovare soluzioni che aiutino la  propria azienda a risparmiare sulle spese è d&#8217;obbligo. Una delle uscite più diffuse, sottovalutate e comuni a moltissime aziende è quella relativa ai &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/invia-ricevi-fax-internet-con-spiky/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Invia e ricevi Fax con Spiky" href="http://www.spiky.it/register.html?banner336"><img class="size-full wp-image-188 alignleft" title="banner336x268x2" src="http://www.spiky.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/banner336x268x2.png" alt="" width="450" height="375" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono arrivate le nuove <strong>offerte Spiky</strong>!</p>
<p>In un periodo come questo, trovare soluzioni che aiutino la  propria azienda a risparmiare sulle spese è d&#8217;obbligo.</p>
<p>Una delle uscite più diffuse, sottovalutate e comuni a moltissime aziende è quella relativa ai costi di manutenzione, carta,  toner ed elettricità del vecchio apparecchio fax. Oggi però, attraverso internet e le nuove tecnologie, è possibile bandire queste spese dal proprio bilancio aziendale in modo semplice e definitivo <a title="Acquista il tuo numero fax virtuale su Spiky" href="http://www.spiky.it/register.html"><strong>acquistando un FAX VIRTUALE</strong></a>.</p>
<p>Il <strong>fax virtuale</strong> permetterà alla vostra azienda di <em>inviare e ricevere fax via internet in assoluta sicurezza, garantendovi il massimo in termini di privacy e conservando la sua effetiva valenza legale</em>.</p>
<p>Il fax elettronico o virtuale in breve associa un numero Fax (ex. 0212345678) ad una o più caselle di posta elettronica (o nomi di dominio).  Ogni volta che il numero fax riceverà delle pagine fax, queste saranno inoltrate come allegato all&#8217;account di posta elettronica ad esso associato.</p>
<p>Per consentirvi di provare questa tecnologia <span style="text-decoration: underline;">Spiky ha deciso di abbattere i prezzi</span>!</p>
<p>Da alcuni giorni, infatti, è possibile acquistare i nostri nuovi pacchetti <a title="Servizio myFax Spiky " href="http://www.spiky.it/"><strong>myFax</strong></a> a partire da 39,99 €. Includono tutto ciò che serve per iniziare a <strong>ricevere fax via internet con la propria email</strong>.</p>
<p>Si potrà scegliere tra i pacchetti <strong>myFax6</strong>, <strong>myFax12</strong> e <strong>myFax24</strong>, i quali si differenziano solo per durata e prezzo presentano tutti le stesse caratteristiche:</p>
<ol>
<li>Numero fax con prefisso a propria scelta su territorio nazionale.</li>
<li>Spazio di archiviazione FAX illimitato</li>
<li>Ricezione fax illimitata</li>
<li>Attivazione immediata</li>
<li>Possibilità di inviare fax via email o via web</li>
<li>Possibilità di consultare i fax ricevuti via web o via email</li>
<li>Possibilità di inviare SMS di diversa lunghezza e tipologia</li>
<li>Accreditamento in invio e ricezione di un numero illimitato di email e/o nomi di domino.</li>
<li>Conversione automatica dei file da inviare</li>
<li>Acquisto di ricariche prepagate di diverso taglio</li>
<li>Supporto e assistenza gratuiti via ticket o via telefono</li>
<li>Nessuna necessità di installare software di terze parti.</li>
</ol>
<p>Il primo pacchetto relativo alla ricezione è <strong>myFax6</strong>, con una durata di <strong>6 MESI</strong> ed un prezzo di <strong>€ 39,99</strong> (iva esclusa) prevede anche <strong>€5,00 di traffico in omaggio</strong> per inviare da subito FAX ed SMS (La ricezione è illimitata).</p>
<p><a title="Acquista ora il tuo numero fax virtuale su Spiky" href="http://www.spiky.it/register.html?myFax6"><img class="aligncenter" title="acquistaora" src="http://www.spiky.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/acquistaora.png" alt="" width="240" height="55" /></a></p>
<p>Il secondo pacchetto è <strong>myFax12</strong>, <strong>1  anno di abbonamento</strong> ad un prezzo di <strong>€ 59,99 </strong>(iva esclusa) invece di <del>€ 79,99</del> con <strong>€10,00 di traffico in omaggio</strong> per inviare da subito FAX ed SMS (La ricezione è  illimitata).</p>
<p><a title="Acquista ora il tuo numero fax virtuale su Spiky" href="../../register.html?myFax12"><img class="aligncenter" title="acquistaora" src="http://www.spiky.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/acquistaora.png" alt="" width="240" height="55" /></a></p>
<p>Il terzo pacchetto è <strong>myFax24</strong>, <strong>24 MESI di abbonamento</strong> ad un prezzo di <strong>€ 99,99 </strong>(iva esclusa) invece di<del> € 159,99</del> con <strong>€20,00 di traffico in omaggio</strong> per inviare FAX ed SMS (La ricezione è  illimitata).</p>
<p><a title="Acquista ora il tuo numero fax virtuale su Spiky" href="http://www.spiky.it/register.html?myFax24"><img class="aligncenter size-full wp-image-178" title="acquistaora" src="http://www.spiky.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/acquistaora.png" alt="" width="240" height="55" /></a></p>
<p>L&#8217;invio fax attraverso il servizio mandoFax prevede ricariche di vario taglio per incontrare le diverse esigenze aziendali e/o personali.</p>
<p>Sperando che vogliate valutare voi stessi la qualità e la bontà dei servizi che Spiky mette a vostra disposizione vi auguriamo un buon proseguimento sul nostro sito.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Twitter, Facebook? No gli utenti preferiscono ancora gli SMS</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/twitter-facebook-gli-utenti-preferiscon-ancora-gli-sms/</link>
		<comments>http://www.spiky.it/blog/twitter-facebook-gli-utenti-preferiscon-ancora-gli-sms/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 10:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SMS Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[SMS]]></category>

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		<description><![CDATA[Un recente studio realizzato da Deloitte dimostra come i “messaggini” siano ancora la forma di comunicazione preferita dagli utenti di telefonia cellulare. Lo studio, infatti, ci dice che il 90% di coloro che posseggono uno smartphone mandano almeno un SMS &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/twitter-facebook-gli-utenti-preferiscon-ancora-gli-sms/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un recente studio realizzato da Deloitte dimostra come i “messaggini” siano ancora la forma di comunicazione preferita dagli utenti di telefonia cellulare.</p>
<p>Lo studio, infatti, ci dice che il 90% di coloro che posseggono uno smartphone mandano almeno un SMS al giorno, e che solo un 40% utlizza Twitter o Facebook dal loro cellulare intelligente durante lo stesso periodo di tempo.</p>
<p>Ovvero, nonostante siano molti a predicare come gli SMS siano una forma di comunicazione in declino, sorpassata dall’uso della posta elettronica via cellulare e dei social network, i dati sembrano dipingere una realtà completamente opposta.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Gli SMS sono ancora i più amati dagli utenti di telefonia cellulare" src="http://blog.emobilez.com/wp-content/uploads/2009/02/i_love_sms.gif" alt="" width="545" height="113" /></p>
<p>Lo studio di Deloitte, poi, prosegue affermando che gli SMS sono ancora così popolari a causa della loro immediatezza e, quindi, per essere molto più personali rispetto ad altre forme di comunicazione cellulare.</p>
<p>Quindi, non è falsa la percezione che gli SMS siano stati rimpiazzati dalle email, e che queste a loro volta lo siano da Facebook e Twitter.</p>
<p>Un altro dato che sembra confermare questa falsa percezione è che tre su dieci giovani tra 18 e 24 anni invia almeno un SMS ogni ora. E, pur se non con dati concreti, questa percentuale sembrerebbe addirittura maggiore nella fascia degli adolescenti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mercato della telefonia cellulare in cifre.</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/il-mercato-della-telefonia-cellulare-cifre/</link>
		<comments>http://www.spiky.it/blog/il-mercato-della-telefonia-cellulare-cifre/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 21:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Telecomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Nokia]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphones]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche mercato mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato dei cellulari si è trasformato completamente negli ultimi anni, soprattutto a causa degli smartphones. Alcune cifre mostrano le tendenze in atto: Lo scorso anno si vendettero in tutto il mondo circa 1.600 milioni di dispositivi cellulari, quasi un &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/il-mercato-della-telefonia-cellulare-cifre/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato dei cellulari si è trasformato completamente negli ultimi anni, soprattutto a causa degli smartphones. Alcune cifre mostrano le tendenze in atto:</p>
<ul>
<li>Lo scorso anno si vendettero in tutto il mondo circa 1.600 milioni di dispositivi cellulari, quasi un terzo più che nel 2009.</li>
<li>In tutto il pianeta ci sono all’incirca cinque miliardi di telefoni cellulari, di cui 400 milioni hanno anche accesso rapido a Internet.</li>
<li>Quasi uno tra cinque telefoni venduti (ovvero un 19%) nel 2010 fu uno smartphone. Nel 2009 la percentuale era stata del 15%</li>
<li>Nei mercati più sviluppati, come Europa e Stati Uniti, la metà dei dispositivi cellulari venduti è uno smartphone.</li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"><span style="line-height: 24px;"><img class="aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="Apple iOs vs Google Android" src="http://www.gsmdome.com/wp-content/uploads/2010/07/iphone_vs_android_2.jpg" alt="" width="494" height="241" /><span id="more-159"></span></span></span></p>
<ul>
<li>Nokia continua a essere il numero uno dell’industria della telefonia cellulare, con 461 milioni di telefonini venduti, ma la sua quota di mercato si è ridotta nel corso dell’ultimo anno dal 36,4% al 28,9%.</li>
<li>Nel mercato degli smartphones, alla fine del 2010 il sistema operativo Android di Google superò Symbian di Nokia come OS più comune, e i due insieme controllano poco più del 30% del mercato.</li>
<li>Nel 2010 Apple vendette quarantasei milioni d’iPhones, ottenendo così un 16% della quota di mercato nel settore smartphones, anche se solo un 3% del mercato più amplio dei telefoni cellulari.</li>
<li>Nonostante queste percentuali minori, secondo l’agenzia di analisi di mercato Asymco, Apple ottenne dei ricavi uguali a più della metà di quelli di tutti i suoi avversari contemporaneamente.</li>
<li>Il prezzo di vendita media di un iPhone alla fine del 2010 era di 625 dollari (464 Euro), mentre che Nokia vendeva i suoi cellulari a prezzo medio di 93 dollari (69 Euro).</li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"><span style="line-height: 24px;"><img class="aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="Apple vs Nokia" src="http://www.sunephones.com/wp-content/uploads/2010/01/apple_vs_nokia.gif" alt="" width="468" height="283" /><br />
</span></span></p>
<ul>
<li>L’Apple Store possiede più di 350.000 programmi. Poco tempo fa superò la cifra di dieci miliardi di applicazioni scaricate (e in solo due anni e mezzo).</li>
<li>Nello Store di Windows Phone 7 lanciato pochi mesi fa da Microsoft, sono presenti 5.000 applicazioni, di cui l’80% sono gratuite. I suoi sviluppatori si finanziano attraverso la pubblicità presente nelle applicazioni stesse, o sperano che gli utenti decidano comprare le versioni complete.</li>
<li>Gli analisti di Gartner stimano che nel 2011 il negozio delle applicazioni avrà un volume di 15.900 milioni di dollari. Quando si raggiungerà quella cifra i programmi scaricati dai vari Store raggiungerà l’impressionante cifra di 185.000 milioni.</li>
</ul>
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		</item>
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		<title>Rumors: Twitter tra Google e Facebook</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/rumors-twitter-tra-google-facebook/</link>
		<comments>http://www.spiky.it/blog/rumors-twitter-tra-google-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 11:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter, che fu valutato per 3,9 miliardi di dollari solo un anno fa e che conta con 175 milioni di utenti che inviano una media di 95 milioni di tweets al giorno, ha incominciato ad avere i primi colloqui con &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/rumors-twitter-tra-google-facebook/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="Twitter è uno dei social network più utilizzati anche su mobile." src="http://casseylim.com/wp-content/uploads/2009/08/ubertwitter-blackberry.jpg" alt="" width="345" height="560" />Twitter</strong>, che fu valutato per 3,9 miliardi di dollari solo un anno fa e che conta con 175 milioni di utenti che inviano una media di 95 milioni di tweets al giorno, <strong>ha incominciato ad avere i primi colloqui con potenziali compratori, tra i quali Google e Facebook</strong>. Secondo gli analisti, la possibile vendita potrebbe far alzare il valore del rete di micro blogging fino a 10 miliardi di dollari.</p>
<p>Questi primi contatti non sembrano essere ancora entrati in profondità nella questione ma, secondo il Wall Street Journal, Twitter – che attualmente è un’impresa in perdita – vale, appunto, tra gli otto e dieci miliardi di dollari.</p>
<p>Twitter è una compagnia privata e non rende pubblici i suoi bilanci. Però si stima che lo scorso hanno abbia avuto un ricavato di 45 milioni di dollari, che però non hanno impedito che il bilancio fosse negativo a causa dei grandi investimenti che Twitter fece in nuovo personale e nuovi datacenters. Quest’anno, il ricavato di Twitter si stima che raggiungerà i 100/110 milioni di dollari.</p>
<p>La nuova valutazione significherebbe un importante salto in avanti per Twitter. Il passato dicembre, infatti, Twitter ottenne 200 milioni di dollari di fondo dalla società di venture capital Kleiner Perkins Caufield &amp; Byers e dai suoi anteriori investitori. L’accordo alzò il valore della piattaforma fino a 3,7 miliardi di dollari. Però, da quel momento gli investitori hanno mostrato un sempre più vorace attenzione per le startups di Internet e, quindi, il valore dei concorrenti di Twitter è aumentato di forma esponenziale. <span id="more-157"></span></p>
<h2>Internet non soffre crisi.</h2>
<p><strong>Facebook</strong> ha recentemente firmato un accordo di finanziazione del valore di 1,5 miliardi di dollari, che ha fatto salire il valore del Social Network per eccellenza a 50 miliardi di dollari dai 10 che era stimata solamente a metà 2009.</p>
<p>Goldman Sachs per un breve periodo offrì ai suoi clienti vip l’opportunità di investire in Facebook, ma la banca fu così sommersa di richieste e pubblicità che dovette ritirare l’offerta per timore di contravvenire il regolamento per i collocamenti privati.</p>
<p><strong>Groupon</strong>, la compagnia di sconti online, sta anch’essa pianificando un’iniziale offerta pubblica. La compagnia di Chicago nei mesi scorsi rifiutò un’offerta da parte di Google per un valore di 6 miliardi di dollari.</p>
<p>Anche <strong>LinkedIn</strong>, il social network professionale, sembra intenzionata a debuttare in Borsa per un valore stimato intorno ai due miliardi di dollari.</p>
<p><strong>Zynga</strong>, la casa produttrice di giochi online come l’amato-odiato Farmville, potrebbe essere un’altra startup pronta ad aprire le porte ad azionisti.</p>
<p>Ma il mondo di Internet è forse quello in cui maggiori investimenti si stanno realizzando o, per lo meno, quelli più chiacchierati. Solo pochi giorni fa, infatti, era notizia l’<strong>acquisto da parte di AOL di Huffington Post</strong> per 315 milioni di dollari – 300 dei quali cash: un valore 10 volte maggiore al ricavato dello stesso Huffington Post!</p>
<p>Sia Google che Facebook sono stati già in passato citati come potenziali compratori di Twitter. Si pensa, infatti, che Mark Zuckerberg nel 2008 abbia offerto ai fondatori di Twitter 500 milioni di dollari in azioni di Facebook per acquistare Twitter, ma che poi l’accordo andò in fumo.</p>
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		</item>
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		<title>Mobile Technology Trends per il 2011, secondo Forrester Research</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/mobile-technology-trends-il-2011-secondo-forrester-research/</link>
		<comments>http://www.spiky.it/blog/mobile-technology-trends-il-2011-secondo-forrester-research/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 21:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Forrester Research ha pubblicato pochi giorni fa il suo studio annuale sui trends della tecnologia mobile per il 2011, in cui presenta le sue previsioni su quale sarà l’evoluzione nella tecnologia nei prossimi mesi. Rispetto alle previsioni che fece per &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/mobile-technology-trends-il-2011-secondo-forrester-research/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="Logo di Forrester Research" src="http://www.prepaidmvno.com/wp-content/uploads/2010/10/forrester_logo-709566.jpg" alt="" width="272" height="96" />Forrester Research ha pubblicato pochi giorni fa il suo studio annuale sui <strong>trends della tecnologia mobile per il 2011</strong>, in cui presenta le sue previsioni su quale sarà l’evoluzione nella tecnologia nei prossimi mesi.</p>
<p>Rispetto alle previsioni che fece per il 2010, Forrester Research si dà un 7+, affermando che quasi tutte quelle che fece si sono realizzate.</p>
<p>Nel nuovo studio, Forrester Research afferma che i trends evidenziati lo scorso anno continueranno a essere importanti in questo 2011, ma anche ha presentato nuovi possibili scenari.</p>
<p>Ecco qui riassunte le sue previsioni per la tecnologia Mobile nel 2011.<span id="more-154"></span></p>
<h3>La sinergia mobile/social media/geolocalizzazione diventerà un fenomeno di massa, ma genererà ancora bassi profitti.</h3>
<p>Secondo Forrester Research il 2011 sarà l’anno del utente “non nerd” degli smartphones. Grazie alla riduzione dei costi di produzione, delle sempre più numerose offerte da parte degli operatori telefonici, gli smartphones diventeranno i cellulari leader del mercato.</p>
<p><img class="aligncenter" title="L'uso degli smartphones sarà sempre più generalizzato" src="http://www.toprankblog.com/wp-content/uploads/2010/01/3women-smartphone.jpg" alt="" width="350" height="231" /></p>
<p>Inizialmente, questa massa di nuovi e non “tecnologicamente avanzati” utenti saranno per forza di cose meno attivi, ma grazie alla facilità d’uso tipica delle Apps, è da aspettarsi che anche questi “dumb users” incominceranno presto a servirsi appieno delle possibilità offerte dall’Internet Mobile.</p>
<h3>La frammentazione della tecnologia continuerà nel 2011.</h3>
<p>La lotta tra sistemi operativi, soprattutto tra</p>
<p><img class="alignleft" title="Logo iOS" src="http://cdn.thetechjournal.com/wp-content/uploads/ios-logo.png" alt="" width="187" height="123" /></p>
<p>Android e iOS, continuerà durante questo anno. E la frammentazione del mercato sarà ancora presente a livello di dispositivi: si pensi agli ormai innumerevoli modelli di smartphonesAndroid. Essendo un mercato ancora in piena espansione, è</p>
<p><img class="alignright" title="Logo Android" src="http://kuple.info/wp-content/uploads/2010/09/android-logo.jpg" alt="" width="239" height="264" /></p>
<p>difficile pensare in un miglioramento delle soluzioni cross-platform.</p>
<h3>Il dibattito sulla lotta tra Apps e Internet Mobile continuerà ad animare il 2011…</h3>
<p>riempiendo il mercato di discussioni senza senso. Infatti, non è logico parlare di o Apps o Internet Mobile, ma di come integrare le due forme di utilizzo e di come rendere migliore la loro complementarietà.</p>
<p>Il denaro invertito in Mobile Marketing crescerà moltissimo e sorpasserà il miliardo di dollari negli Stati Uniti, poiché sempre più gli utenti realizzeranno transazioni economiche con i loro dispositivi mobili.</p>
<h3>Il Mobile sempre più spingerà gli utenti a interagire con l’ambiente che li circonda.</h3>
<p>Tecnologie come i codici QE o la realtà aumentata stanno già favorendo a collegare il mondo digitale e quello reale proprio grazie ai dispositivi cellulari.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Realtà aumentatà. Sempre più comune nel 2011" src="http://www.zonkio.com/wp-content/uploads/2009/07/Augmented_Reality.jpg" alt="" width="490" height="328" /></p>
<p>Il 2011 sembra essere – finalmente! – l’anno dell’NFC (Near Field Communication), favorendo il Marketing di prossimità.</p>
<h3>4G. Sarà più il rumore generato da questa tecnologia che il suo reale impatto.</h3>
<p>Forrester Research fa riferimento esclusivamente al mercato americano, in cui i dispositivi cellulari 4G saranno disponibili di forma generalizzata solo verso la fine dell’anno.</p>
<h3>Le imprese investiranno prima in servizi convenienti per il cliente; eventuali acquisizioni arriveranno solo dopo.</h3>
<p>Nella gerarchia dei benefici che il Mobile offre – generazione di ricavi, risparmio sui costi e convenienza – la convenienza sarà il beneficio principe del 2011.</p>
<p>Questo non esclude che, soprattutto nell’ambito del vendita al dettaglio, è da ipotizzare che sempre più imprese giungeranno a ottenere fatturazioni milionarie grazie alle transazioni dirette da Mobile.</p>
<h3>Il gioco casuale continuerà a dominare il panorama dei contenuti per dispositivi mobili.</h3>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Angry Bird, versione dolce" src="http://laughingsquid.com/wp-content/uploads/angry-birds-cake-20101110-115402.jpg" alt="" width="448" height="300" /></p>
<p>Forrester, inoltre, ha già reso evidente come le grandi imprese editoriali posseggano alcune tra le più avanzate strategie Mobile. Molte tra queste imprese hanno confermato a Forrester che prevedono come il 20% della loro audience sarà generata da questa tecnologia. E anche se non si aspettano che gli annuncianti seguano gli utenti di forma immediata, sono ben coscienti che devono variare le fonti di ricavo. Perciò ci dobbiamo aspettare nuovi modelli di negozio basati su sottoscrizioni, micro-transazioni e pagamento dentro alle stesse App, magari per espansioni di giochi, maggiore accesso alle notizie o più amplia selezione di musica.</p>
<h3>Mobile sarà sempre meno sinonimo di cellulari.</h3>
<p>Sempre più utenti si stanno collegando a Internet via Wi Fi. In questo senso il 2011 sarà l’anno dei tablets come strumento di navigazione in Internet, grazie all’esplosione dei dispositivi basati su Android.</p>
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		<item>
		<title>AOL compra “The Huffington Post” per 231 milioni di euro.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 10:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Telecomunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[American On Line (AOL) ha annunciato l’acquisto del quotidiano digitale The Huffington Post, fondato nel 2005 da Arianna Huffington e Keneth Lerer, per 315 milioni di dollari (231,7 milioni di euro). AOL e il quotidiano, che possiede un’audience media di &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/aol-compra-%e2%80%9cthe-huffington-post%e2%80%9d-231-milioni-di-euro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>American On Line (AOL) ha annunciato l’acquisto del quotidiano digitale The Huffington Post, fondato nel 2005 da Arianna Huffington e Keneth Lerer, per 315 milioni di dollari (231,7 milioni di euro). AOL e il quotidiano, che possiede un’audience media di 25 milioni di utenti mensili, formeranno un nuovo gruppo di comunicazione che conterà con 117 milioni di utenti negli Stati Uniti e 270 in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="Testata de The Huffington Post" src="http://s.huffpost.com/images/v/logos/logo_homepage_hp.gif?nv3" alt="" width="660" height="70" /></p>
<p>Come conseguenza dell’acquisto di AOL, Arianna Huffington, cofondatrice e direttrice del quotidiano online, dirigerà una nuova impresa – chiamata The Huffington Post Media Group – che integrerà i contenuti dell’Huffington Post e di AOL. Per tanto, come informa The New York Times, avrà l’ultima parola in tutto il contenuto editoriale del nuovo gruppo.</p>
<p>I consigli di amministrazione di emtrambe imprese e gli azionisti del quotidiano hanno dato il loro ok all’acquisto. L’accordo si completerà se le autorità statunitensi daranno il visto buono entro la fine del primo trimestre del 2011 o all’inizio del secondo. Si tratta della maggiore operazione di AOL da quando si divorzio da Time Warner nel 2009. <span id="more-151"></span></p>
<p>La stessa Huffington scrive nel quotidiano come si è arrivati alla fusione con AOL, così come le ragioni della stessa e i benefici che crede apporterà alla testata. Racconta che il desiderio per l’anno nuovo era portare il suo giornale a un livello superiore, che Arianna Huffington fissava in cinque aree di crescimento: “espansione delle sezioni locali; lancio delle edizioni internazionali, cominciando dalla brasiliana; maggior enfasi nell’importanza del servizio; più video originali e sezioni addizionali.” Adesso, Huffington è sicura che potrà realizzare questi cinque progetti grazier all’unione con AOL.</p>
<p>“Unendo Huffington Post con AOL, sappiamo che stiamo creando un’impresa che può avere un enorme impatto, raggiungendo un’audience globale in qualsiasi piattaforma immaginabile”.</p>
<p>E continua Tim Armstrong, presidente esecutivo di AOL: “L’acquisto di The Huffington Post darà inizio a un’impresa statunitense di nuova generazione e di portata globale, che combina contenuti, comunità e esperienza sociale per il beneficio dei consumatori. Insieme le nostre imprese abbracciano il futuro digitale e si convertono in destino digitale che proporziona esperienze incomparabili tanto per i consumatori che per gli annuncianti”.</p>
<p>Kenneth Lerer, cofondatore e presidente di The Huffington Post, sostiene che “unendo AOL e The Huffington Post, creamo una delle maggiori fonti di contenuti intelligenti e destino di comunità Internet”.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="Logo di AOL" src="http://www.tjwalker.com/wp-content/uploads/2011/01/aol-logo.jpg" alt="" width="360" height="270" />AOL ha avuto una vita piuttosto complicata nel passato. Nel 2001 protagonizzò una delle operazioni più famose di Internet, acquistando Time Warner per 100.000 milioni di dollari. L’operazione chiamò l’attenzio perché era come se un giornalaio comprasse un editore di quotidiani e non il contrario.</p>
<p>Però l’acquistò non procurò i risultati sperati. Il suo ideatore, Steve Case, dimise nel 2003 e nel 2009 si produsse la scissione delle due compagnie.</p>
<p>AOL, che era giunta a valere 230.000 milioni di dollari, iniziò un implacabile declino.</p>
<p>Per cercare di rivitalizzarsi come editore online, nel 2010 comprò Techcrunch per 22 milioni di euro, dopo che nel 2005 avesse comprato Engadget.</p>
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		<title>NoteSlate, in block notes elettronico del futuro</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/noteslate-block-notes-elettronico-del-futuro/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 09:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gadgets elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[Tablets]]></category>

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		<description><![CDATA[L’idea è rischiosa, però può avere senso se quello che si mette in evidenza è il prezzo. Come un libro elettronico può essere un’alternativa migliore al tablet per chi solo vuole leggere testi e libri, NoteSlate è un tablet monocromatico &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/noteslate-block-notes-elettronico-del-futuro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="NoteSlate" src="http://estaticos02.cache.el-mundo.net/blogs/elmundo/el-gadgetoblog/imagenes_posts/2011/02/07/NoteSlate_black_470x264.jpg" alt="" width="470" height="264" />L’idea è rischiosa, però può avere senso se quello che si mette in evidenza è il prezzo.</p>
<p>Come un libro elettronico può essere un’alternativa migliore al tablet per chi solo vuole leggere testi e libri, <a href="http://noteslate.com/" target="_blank">NoteSlate</a> è un tablet monocromatico d’inchiostro elettronico pensato esclusivamente per scrivere. A mano. Un quaderno digitale molto semplice e per meno di 90 €.<span id="more-146"></span></p>
<p>Almeno in teoria. Si sembra troppo bello per essere reale, è perché in questo momento è solo un concept di disegno. I suoi creatori sperano arrivare al mercato il prossimo giugno. È un’idea assai ambiziosa. Dopotutto NoteSlate presume di 180 ore di batteria e di uno schermo di 13 pollici – simile a un foglio A4 – e di un peso inferiore ai 280 grammi.</p>
<p>Secondo noi, la sua versione definitiva sarà abbastanza differente e, per adesso, l’inchiostro elettronico non è abbastanza rapido da offrire la sensazione reale di star scrivendo con una penna su un foglio.</p>
<p>Quello che è vero è che esiste uno spazio nel mercato educativo per un dispositivo con queste caratteristiche e, per molti utenti le nuove generazioni di tablets che stanno sbarcando peccano proprio della presenza di una penna ottica con cui scrivere con comodità, e che le alternative presenti nel mercato (si possono comprare penne elettroniche per meno di 3 euro) non sono di gran qualità.</p>
<p><a href="http://vimeo.com/18281948">Nomad Brush for the iPad</a> from <a href="http://vimeo.com/nomadbrush">Don Lee</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Presentato Honeycomb, la versione 3.0 di Android.</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/presentato-honeycomb-la-versione-3-0-di-android/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 10:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Telecomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Android 3.0]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Honeycomb]]></category>

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		<description><![CDATA[Honeycomb. I dubbi ancora esistono. Ieri è stato presentato ufficialmente in società Honeycomb, ovvero Android 3.0, la versione del sistema operativo mobile di Google e pensato espressamente per l’uso nei tablets. Grande era l’aspettativa, tanto che molti sono rimasti delusi &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/presentato-honeycomb-la-versione-3-0-di-android/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Honeycomb. I dubbi ancora esistono.</h2>
<p>Ieri è stato presentato ufficialmente in società Honeycomb, ovvero Android 3.0, la versione del sistema operativo mobile di Google e pensato espressamente per l’uso nei tablets.</p>
<p>Grande era l’aspettativa, tanto che molti sono rimasti delusi dalle non grandi novità che la presentazione ha apportato rispetto ai rumors e alle previews che circolano ormai da tempo.</p>
<p>Probabilmente la vera e propria presentazione in società di Honeycomb sarà al Mobile World Congress, per cui è in quell’occasione che saranno resi noti i prezzi e i dettagli dei tablets che useranno Android 3.0.<br/><br />
<iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/RfJuigJebRg?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe><br/></p>
<p><span id="more-139"></span></p>
<p>Comunque, che si può trarre di utile dalla presentazione di ieri? Sicuramente che Honeycomb sembra essere un sistema operativo molto interessante e che è corretto compararlo con l’iOs di iPad, soprattutto per <strong>il servizio di notifica</strong> (una caratteristica che è anche molto meglio implementata nell’Android per smartphones che nell’iOs di iPhone).</p>
<p>Google ha voluto sottolineare le nuove funzioni di accellerazione dell’hardware e le nuove transizioni e i nuovi effetti nei menù. Per gli utenti questo si traduce <strong>in migliori giochi e in una esperienza d’uso più solida che nei telefoni Android</strong>, anche se è necessario avere in mano il prodotto finale per verificare come si questo software con l’hardware dei vari fabbricanti.</p>
<p>Della conferenza, celebrata nella sede di Mountain View, Google ne esce fuori con al meno due nuovi e importanti successi. Il primo è la <a href="http://market.android.com/" target="_blank">versione web di Android Market</a>. Finalmente è possibile esplorare il catalogo ufficiale delle applicazioni comodamente da browser. Addirittura, si possono comprare applicazioni nel sito stesso e inviarle ai telefoni o ai tablets. Il sistema già era stato annunciato, però finora non era disponibile.</p>
<p>Il secondo è il nuovo sistema di compra in-app. Ovvero, la possibilità di comprare contenuto extra per i giochi o nuove funzioni dentro delle applicazioni, qualcosa fino ad oggi impossibile a meno che gli sviluppatori utilizzassero un canale proprio. Il sistema, pur se necessario, deve essere ancora assai perfezionato; bisogna infatti uscire dall’applicazione per comprarne gli extra, ancora tutto dipende dall’account Checkout di Google e i dati della carta di credito si devono inserire manualmente.</p>
<p>Dubbi? Gli stessi che rimasero irrisolti dopo il CES di Las Vegas. Il tablet Xoom di Motorola sembra essere l’ambasciatore ufficiale di questa nuova versione di Android,  il primo tablet di cui Google dice essere orgoglioso (il Galaxy Tab di Samsung, infatti, non è ciò che loro pensano dovrebbe essere un tablet Android, come hanno affermato in varie occasioni), però ancora no si conosco prezzi, data ufficiale di commercializzazione o dettagli così importanti come l’autonomia, quanto si riscalda il tablet o il peso.</p>
<p>Il software è attrattivo, però ha bisogno di un prodotto all’altezza e non solo potente.</p>
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		<title>Egitto, o come aggirare la censura con i fax.</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/egitto-aggirare-la-censura-con-fax/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 21:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Telecomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Censura Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Fax]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo chiude Internet? Allora si usano i fax. Gli attivisti cibernetici di Anonymous e Telecomix inviano fax in Egitto spiegando ai manifestanti come connettarsi a Internet. Il regime egiziano non riesce a mettere il bavaglio a tutta Internet. Giovedì &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/egitto-aggirare-la-censura-con-fax/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il Governo chiude Internet? Allora si usano i fax.</h2>
<p style="text-align: justify;">Gli attivisti cibernetici di Anonymous e Telecomix inviano fax in Egitto spiegando ai manifestanti come connettarsi a Internet.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="Il Cairo: manifestazione contro Mubarak" src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_lfmvp9EqIQ1qzkx8wo1_500.jpg" alt="" width="500" height="332" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il regime egiziano non riesce a mettere il bavaglio a tutta Internet. Giovedì scorso, il governo di Hosni Mubarak ordinò a tutti i fornitori di servizi in Internet che operano nel paese arabo, che bloccassero le connessioni internazionali alla Rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Immediatamente, Anonymous inaugurò una campagna che consisteva in inviare via fax (soprattutto a scuole) i documenti di Wikileaks, che rivelavano le violazioni dei diritti umani commesse sotto il mandato di Mubarak.<span id="more-134"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, il gruppo di attivista <a href="http://telecomix.org/" target="_blank">Telecomix</a> sembra essersi unito ad Anonymous per iniziare un nuovo invio massivo di fax in Egitto, in cui presenta una maniera alternativa di accedere a Internet, secondo quanto afferma il blogger di Forbes, <a href="http://blogs.forbes.com/andygreenberg/2011/01/28/amid-digital-blackout-anonymous-mass-faxes-wikileaks-cables-to-egypt/" target="_blank">Andy Greenberg</a>. Gli attivisti di Telecomix stanno raccogliendo i numeri dei telefoni internazionali attraverso i quali è possibile connettare un modem (in questo <a href="http://typewith.me/RN8xkd77bE" target="_blank">documento</a> si trova la lista)</p>
<p style="text-align: justify;">La TIC French Data Network, inoltre, sta anch&#8217;essa diffondendo un numero di telefono d&#8217;emergenza per connettarsi in Egitto grazie a una connessione realizzata in Francia, come informa <a href="http://www.lefigaro.fr/hightech/2011/01/29/01007-20110129ARTFIG00409-un-operateur-francais-dejoue-la-censure-du-web-egyptien.php?utm_source=lesbuzz&amp;utm_medium=site" target="_blank">Le Figaro</a>. Gli utenti egiziano devono avere un telefono basico e marcare il numero francese +33 1 72 89 91 50 invece di quello dell&#8217;operatore nazionale. Poi, devono introdurre l&#8217;identificatore e la password <em>toto</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra iniziativa cittadina consiste in animare gli utenti d&#8217;Internet internazionali a usare <a href="https://www.torproject.org/" target="_blank">Tor</a>, un sistema che cripta l&#8217;informazione e protegge la navigazione privata e anonima. Il movimento <a href="https://www.accessnow.org/proxy-cloud/page/join-the-cloud" target="_blank">Access Now</a> nel suo sito chiede agli utenti che si scarichino il programma, donando parte della loro connessione e formando così parte della loro rete. In questo modo, quando la connessione a Internet in Egitto sarà ristabilità, gli utenti egiziani di Tor potranno accedere a siti come Facebook e Twitter, aggirando di fatto la censura del governo di Mubarak.</p>
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		<title>Cellulari, denaro e altri usi</title>
		<link>http://www.spiky.it/blog/cellulari-denaro-altri-usi/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 12:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Telecomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi NFC]]></category>

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		<description><![CDATA[La possibile rivoluzione dei sistemi NFC. Bloomberg ravvivava ieri i rumori su un possibile sistema di pagamento via radiofrequenza (NFC) nei prossimi iPhone e iPad. Se si conferma la notizia, questo significa che, a partire dalla prossima stagione estiva, in &#8230; <a href="http://www.spiky.it/blog/cellulari-denaro-altri-usi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La possibile rivoluzione dei sistemi NFC.</h1>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tomsguide.com/us/iPad-2-iPhone-5-Integrated-NFC-Near-Field-Communication-NFC,news-9837.html" target="_blank">Bloomberg</a> ravvivava ieri i rumori su un possibile sistema di pagamento via radiofrequenza (NFC) nei prossimi iPhone e iPad. Se si conferma la notizia, questo significa che, a partire dalla prossima stagione estiva, in alcuni negozi degli Stati Uniti e di Europa si potrà pagara con solo avvicinare il telefono a un lettore speciale.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="Smartphone: i nuovi &quot;portafogli&quot;?" src="http://estaticos02.cache.el-mundo.net/blogs/elmundo/el-gadgetoblog/imagenes_posts/2011/01/26/starbucks.jpg" alt="" width="470" height="310" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’impatto di un servizio di questo tipo può essere enorme, e si tratta di un’alternativa di pagamento sicura (se non di più) alle carte di credito. Non è una scommessa esclusiva di Apple, perché anche il recente Nexus S di Google include un chip NFC, che potrebbe essere utilizzato per lo stesso scopo e che, dato il peso del gigante di Cupertino, aiuterebbe senza alcun dubbio ad accellerare l’implantazione di questo sistema di pagamento. <span id="more-131"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In alcune città i sistemi di pagamento per radiofrequenza già funzionano per i trasporti pubblici e, in alcuni casi, si ha provato a installare questo tipo di funzione nel telefono, anche se non in modo tanto diretto. Per esempio, a Tokio si può pagare il trasporto pubblico con il telefono, però il sistema non è associato ad alcun contocorrente o carta di credito. È necessario ricaricare la quantità di denaro disponibile in questo “portafoglio cellulare”, pur se è vero che è un processo che può essere automatizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro esempio è quello di Starbuck. Infatti, a partire da questa settimana, la catena di caffé ha cominciato ad accettare i pagamenti via cellulare negli Stati Uniti, anche da quelli privi di chip NFC. Il sistema utilizza una App specifica e, come occorre nel caso giapponese, non è del tutto integrato con il contocorrente o la carta di credito dell’utente. Quando si deve pagare si schiaccia un bottone e si genera un codice a barre, che il commesso scanna per finalizzare la transazione, però anche in questo caso si deve ricaricare “il portafoglio”.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più interessante, però, è che questo sistema potrebbe rivoluzionare anche altri mercati e non solo quello dei sistemi di pagamento. Per esempio, Google sta investigando l’uso di lettori NFC per facilitare il processo di Check-in in locali per i servizi di localizzazione. Invece di utilizzare un’applicazione come Foursquare per dire alla tua rete di amici dove ci si trova, sarebbe necessario passare il telefono vicino a un lettore NFC quando si entra in un bar o in un ristorante.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste poi anche un incredibile potenziale nella sicurezza e configurazione degli apparati. Per esempio, il telefono potrebbe convertirsi in un sistema di identificazione per l’accesso al proprio PC, caricando la configurazione personale dell’utente che passa il proprio telefono vicino allo schermo o alla tastiera e bloccando l’accesso a certi siti (banca, reti sociali&#8230;) se il cellulare non è fisicamente vicino.</p>
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